CopertinaBenoit

– di Gianluca Montinaro

La storia del bistrot Benoit ha ormai superato di gran lunga il secolo. Questo indirizzo, fra i più solidi di Parigi, è nato nel 1912, quando monsieur Benoit Matray (che di professione faceva il commerciante di carni) decise di acquistare un locale e di battezzarlo con il proprio nome. Essendo uomo del mestiere e amando mangiar bene improntò sin da principio la proposta del ristorante a qualità e cura. Il successo gli arrise subito: i mercanti e i bottegai del vicino mercato delle Halles quotidianamente ne affollavano le tante piccole sale. Decennio dopo decennio Benoit è rimasto saldamente nel cuore dei parigini, anche dopo la morte del fondatore e l’arrivo al timone di suo nipote Michel Petit che, insieme a sua moglie, ne ha fatto crescere la fama: abbellendolo, ingrandendolo e ammodernandolo.

Uno scorcio di una delle salette del ristorante Benoit, a Parigi

Ormai vecchio Michel, nel 2005, ha ceduto l’insegna ad Alain Ducasse che, saggiamente, non solo non ne ha stravolto la proposta gastronomica ma ne ha conservato integro tutto lo spirito tant’è che oggi Benoit è davvero una delle poche tavole dove si può respirare l’atmosfera della Parigi d’inizio Novecento e dove si possono gustare quei piatti di cucina borghese che altrove si trovano con sempre più difficoltà (come la testina di vitello con salsa ravigote piuttosto che le crêpes Suzette)

La mise en place

Ecco quindi che accomodati in una saletta, fra parquet scricchiolanti, sedie rivestite di cuoio, specchi e boiserie, sfilano piatti sontuosi e rotondi, accompagnati dalle salse e dai fondi d’ordinanza, tirati alla perfezione. Ma non si pensi a pesantezze eccessive: tutt’altro. Se il gusto è appagato dal «nostro pâté» in crosta con giardiniera di verdure (bella la consistenza, ottimi i profumi), la sogliola dorata con piselli alla francese conquista per equilibrio fra la delicatezza delle carni del pesce e la correttezza della sauce au beurre blanc. Il «Sauté gourmand» di animella di vitello, creste e rognoni di gallo, fegato grasso e salsa al tartufo è davvero d’altri tempi: se il gioco delle differenti texture delle frattaglie può ricordare la piemontese finanziera, i profumi della truffe e del foie gras evocano banchetti fin de siecle. Sulla stessa linea anche il savarin (una sorta di sofficissimo babà alla portoghese) generosamente bagnato al momento da Armagnac.

L’amuse-bouche: choux al Comté

La carta dei vini snocciola un ottimo ventaglio di etichette, ben suddivise fra tutte le regioni francesi (forse solo il Bordeaux è un po’ sottodimensionato come offerta), a prezzi adeguati al contesto (ovvero alti). Il servizio è simpatico, oltre che attento. Il conto, per due piatti e un dolce, si attesta intorno a 100 euro.

  • Benoit
  • Rue Saint-Martin, 20
  • Parigi
  • Francia
  • Tel. 0033.01.42722576
  • www.benoit-paris.com
  • restaurant.benoit@ducasse-paris.com
  • Turno di chiusura: mai
  • Ferie: variabili
Volnay Vendages Sélectionnées 2020 di Domaine Michel Lafarge
Il «nostro pâté» in crosta con giardiniera di verdure
Sogliola dorata con piselli alla francese, purè di piselli e salsa al burro bianco
«Sauté gourmand» di animella di vitello, creste e rognoni di gallo, fegato grasso e salsa al tartufo
Filetto di manzo saltato in padella con il suo fondo…
…e purè di patate
La scelta degli Armagnac per bagnare il…
savarin con «crème peu fouettée»
Biscottini e cioccolatini come piccola pasticceria